Archivio per Settembre, 2004

29 Set

A professorè sei mejo de Zelig

Pubblicato da Blog Admin

C?è un abisso fra gli studenti. Non è la solita storia da elitari puzzaculo di sinistra, ma il divario c?è ed è enorme. Le cose che vado a raccontare non sono invenzioni, è il semplice resoconto quotidiano dei racconti di mia moglie, titolare di una cattedra a ore. Non pensate male, la cattedra a ore prevede che le 18 ore settimanali si svolgano parte in una scuola primaria (di solito 10 o più ore) ed il completamento in altro istituto. Mia moglie ha dieci ore in un liceo classico a Circonvallazione Ostiense e le rimanenti 8 ore in un Istituto tecnico di Ostia. Fra l?altro sono stati anche simpatici al provveditorato, Ostiense ? Ostia, c?hanno messo ?sta bella allitterazione, simpatica. Faccio degli esempi e non mi dilungo.
Liceo Classico: la prof. di educazione fisica entra in classe e come per magia gli alunni si alzano in piedi e dicono buongiorno. La prof. intenta ad aprire il registro non si accorge che i ragazzi sono ancora in piedi e attendo un cenno da parte sua per sedersi. Per un istante si sente invasa dal fantasma di Santi Licheri e prorompe nel più classico dei ?Comodi, comodi?. Hanno quasi tutti la tuta e chi quel giorno non la indossa va a giustificarsi dando spiegazioni plausibili. In palestra la prof. dice: ?Correte? ? e loro corrono. E? meglio de ?na pasticca in discoteca.
Istituto Tecnico : la prof. entra in classe e alcuni alunni escono dicendo: ?se semo scordati ?na cosa mo ritornamo?. Su ventitre ragazzi uno solo ha la tuta… della Roma.
Cerca di buttarla sul dialogo facendogli capire che se un numero significativo di ragazzi ha l?abbigliamento sportivo si farà un programma di attività fisica, altrimenti sarà costretta a rimanere in classe, fare teoria e valutarli in base a test ed interrogazioni. Reazioni? Nessuna. Totale afasia da parte della classe. Insiste nel voler stabilire un contatto, siamo appena all?inizio e il solo pensiero di trascinare un anno scolastico in questo modo la fa stare male. ‘Ragazzi, cerchiamo di capirci, per me non è edificante (lo capiranno edificante? Speriamo), non è bello stare in classe con voi e non fare niente, vengo pagata per portare avanti un programma e di rubare lo stipendio non ho intenzione’. Questa dello stipendio ha funzionato, forse qualcosa si muove. Uno dei meno truci prende la parola: ?Professorè noi nun avemo fatto gnente pe? tre anni, mo ariva lei e famo lezione?!? Eh no eh!!! Noi c?avemo bisogno dei tempi nostri?. Cerca di concordare con loro dei tempi di reazione alla materia insegnata, ma cozza contro un muro di sguardi assenti persi nel display del telefonino, contro orecchie tappate da auricolari di walkman, contro molari che masticano sonoramente chewing gums peraltro a bocca aperta, e si che non è una bella vista. Uno ha reagito in qualche modo, ‘devo insistere’ pensa lei. ?Non potete accettare la scuola così passivamente, se state a scuola in questo modo, mi domando che ci venite a fare?. Bagarre. La provocazione ha fatto centro. ?A pr?essorè, c?oo chiedono tutti che ce venimo a fa? a scola?. Lei cerca di fargli capire che una risposta potrebbe essere d?aiuto all?intero corpo insegnanti. ?Tu per esempio?, additando un esemplare di adolescente ricavato dall?unione fra Mazinga Z e Ciccio di nonna papera, ?perché vieni a scuola??. Il pennutorobot punto nell?orgoglio reagisce: ?E perché!? Pe? nun da un dispiacere a mi padre?. ?Ma così m?oo dai a me ?r dispiacere!!!? risponde la prof. ?A pr?essorè sei mejo de Zelig? s?ode dagli ultimi banchi. Ci sarà pericolo? Lo scopriremo solo insegnando.

28 Set

Offerte formative

Pubblicato da Blog Admin


La scuola non insegna più a leggere, scrivere e far di conto. Roba antica. Adesso le autonomie scolastiche hanno introdotto una nuova figura: il dirigente scolastico. Lo scopo del suo operato è quello di accaparrare studenti all?istituto, in quanto le casse ridono proporzionalmente al numero degli iscritti. I neo presidi sono figure mitologiche: metà commercialista, metà agente tecnocasa munito di cravattone che coordina l?offerta formativa. Già, offerta formativa, perché i programmi sono una cosa obsoleta e se proprio si riuscisse a farne uno buono sarebbe meglio presentarlo a Maria De Filippi; hai visto mai che con un bel ?Amici del Dizionario? riesci a svoltare du? soldarelli. Mmmhhhh?troppa cultura, la gente poi se rompono le palle. Dicevamo appunto dell?offerta formativa; ma che vanno offrendo ?sti tecnopresidi alle famiglie italiane? Educazione alla salute, visto che la tendenza all?obesità è in aumento, corsi di taglio e cucito (fondamentale in un mondo di franchising globale nel tessile), seminari su come fare un soffritto sano e altre amenità varie che culminano in uno stage sul pedinamento del potenziale genitore fedifrago. Se stava mejo quanno se studiava. Quando Manzoni era uno dei massimi esponenti della letteratura Italiana e non una fermata della metro A, quella prima de San Giovanni per la precisione. Mia figlia ha cinque anni e frequenta l?ultimo anno di materna, la direttrice didattica ci ha convocati per proporci un corso trimestrale di manualità applicata. Il primo mese è focalizzato sull?osservazione del Didò, il secondo mese è dedicato all?apprendimento empirico dell?apertura della confezione ed infine il terzo mese culmina nella realizzazione di palline di varie dimensioni e colori. Poi mi sono svegliato, per fortuna, e sono corso in camera di mia figlia. C?erano un paio di pantaloni sporchi d?erba e un bicchiere fuori dalla finestra pieno di girini. Meno male bella de papà che ancora non me sei diventata un?unità di consumo.

27 Set

Conquistala ai fornelli

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Fai colpo su di lei con un bel piatto di spaghetti a’vongole.
Come fare? Innanzitutto giocale una sorpresa falle credere che stasera andrà benissimo una cena fredda. Metti baffi e naso finto e recati in pescheria dove acquisterai vongole veraci (500 gr. x 2 persone). Falle aprire in una casseruola e raccogli la loro acqua filtrata in un bicchiere.
Parte di questa acqua mettila nel frullatutto con abbondante prezzemolo per ottenere una specie di schiuma verde. Sguscia poi gran parte delle vongole e scottale con olio aglio e peperoncino, aggiungendo dopo un po’ la schiuma verde. Quando l’acqua bolle, butta un Vermicello di marca ragguardevole ed abbi l’accortezza di recuperare con un mestolo la prima schiumata dell’acqua che metterai nel soffritto (contiene amido e contribuisce a rendere il tutto più cremoso). Quando la pasta è al dente puoi scolare e passare alla mantecatura aggiungendo la rimanente acqua delle vongole, un goccio d’olio a crudo e prezzemolo.
Ti sei dimenticato di stappare una falanghina? Dai che sei ancora in tempo!
Buon appetito

22 Set

NOI CHE ?

Pubblicato da Blog Admin


Noi che ? finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone all?oratorio
Noi che ? facendo le conte per le squadre eravamo più crudeli di Rudolf Hess. Palla e porta o scarto.
Alcuni di noi non si sono mai più ripresi
Noi che ?se venivamo scelti per primi ci sentivamo troppo fichi
Noi che ?chi arriva prima a dieci ha vinto
Noi che ?a corner tre è rigore
Noi che ?siete dispari, posso giocà?? ? ?Eh non lo so, er pallone nun è mio?
Noi che ??Che me fate entrà?? ? ?Si, basta che te trovi un artro, sennò semo dispari!?
Noi che ?cambio portiere, portieri volanti e? battimuro vale? Vale vale, vale tutto!
Noi che ?la rimessa dal fondo la chiamavamo firichick (il free-kick non sapevamo nemmeno dove stesse di casa)
Noi che ?fra una partita e l?altra ci dissetavamo con una drinkpak
Noi che ?avevamo la maglia della nostra squadra e non del giocatore, perché amavamo il calcio più del calciatore
Noi che ?il calcio in TV lo guardavamo solo la Domenica ed il Mercoledì
Noi che ?il giovedì mattina eravamo rincoglioniti perché la sera prima avevamo visto Mercoledì Sport
Noi che ?la Domenica alle 7.00 vedevamo un tempo di una partita di calcio.
Noi che ?alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i gol della B, il gran premio, tennis, basket e pallavolo. Non dovevamo sorbirci ore di stronzate per vedere quattro gol
Noi che ?Grazzie brevemende l?abbiamo conosciuto come giornalista
Noi che ?Galeazzi l?abbiamo visto magro
Noi che ?abbiamo pianto quando è morto Beppe Viola
Noi che ?andavamo dall?amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: ?Dici a Paola se si vuole mettere con me??. Dopo un po? tornava e la risposta era sempre la stessa: ?Ha detto che ci deve pensare?

Noi che ? agli appuntamenti c?eravamo sempre tutti, anche senza telefonini.
Noi che ? siamo diventati grandi ma non se n?è accorto nessuno
Noi che ? viviamo lontani, ma che quando usciamo di casa e giriamo l?angolo speriamo sempre di incontrarci con una busta di plastica in mano ed un pallone dentro

Noi che ? quattro terzi pi greco erre tre.

22 Set

Professorè, l’ha detto er Mister

Pubblicato da Blog Admin


Io dico basta col calcio. Non mi piace più e definirlo ancora una disciplina sportiva non lo ritengo appropriato. Il calcio sta allo sport come il Grande Fratello sta a Broadway.
Ci ho messo decisamente troppo tempo a capirlo, ma forse stavolta ce l?ho fatta grazie a due episodi molto diversi fra loro. Il primo domenica sera, saltellavo fra la Domenica Sportiva e Controcampo cercando di sorbirmi meno commenti possibili. Mi sono imbattuto in una polemica gratuita montata ad arte da Mazzocchi e compagnia bella in merito ad un diverbio fra Baldini e Spalletti. L?allenatore del Parma si lamentava del fatto che la sua squadra, in dieci e sotto di tre gol, non sarebbe stata risparmiata dal furore agonistico dei friulani che avrebbero recato un grave affronto andando a realizzare il quarto goal. In questo modo gli atleti ?veri? non farebbero mai i record mondiali.
L?altro episodio me lo ha raccontato mia moglie. Lei insegna educazione fisica ed oggi un baldo giovanotto decisamente in salute è andato a dirle di non poter fare ginnastica e lei, pensando ad una patologia ostativa, gli ha spiegato che un certificato medico che motivasse le ragioni dell?esonero avrebbe risolto ogni cosa. Il baldo giovanotto sbalordiva allora la mia consorte spiegandole che lui gode di una salute di ferro e per di più gioca a calcio. E? stato il ?MISTER? a consigliarlo di non fare educazione fisica a scuola. Bravo Mister che metti i tuoi aspiranti Cassani al riparo da attività altamente pericolose quali una lezione di educazione fisica. Cosa mai ne potrà sapere di una rifinitura pre partita un professore che ha studiato quattro anni all?ISEF ed ha vinto il concorso per l?insegnamento? Quello stesso professore che magari non ha neanche l?abbonamento a SKY campionato, Champion?s League, TuttoTotti a Trigoria e Formello_on_line, e magari osa pensare al calcio come ad un carrozzone di cialtroni che avrà si foraggiato per anni lo sport italico con la schedina, ma che ora rappresenta quanto di meno credibile ci possa essere.
Meno calcio ai ragazzi ? più fosforo.