Archivio per Dicembre, 2004

28 Dic

L’immancabile Idiota

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Non bastava la tristezza delle immagini viste fino a quel momento. Ci voleva il commento dell’idiota appena sceso dall’aereo a dare un ulteriore pugno nello stomaco: ‘Ce la siamo vista brutta, ma adesso tutto bene. Peccato mi si sia bruciata la vacanza’.
Ogni commento è superfluo, l’idiota ha già detto tutto. Mi addolora il fatto che i notiziari, che somigliano sempre più a rotocalchi trash, diano spazio a notizie e commenti di quelli che l’immaginario collettivo addomesticato definisce VIP.

E allora zitti zitti che il silenzio e’ d’oro
ed anche quando siamo tanti, stiamo zitti in coro
c’e’ tanto chiasso intorno che non si calma mai
parole su parole su parole parole fra noi
ma se si parla perché si ha la lingua in bocca e’ meglio
muti come pesci, e’ meglio acqua in bocca
perciò se un bel tacere non fu mai scritto
zitti zitti, il silenzio e’ d’oro…

23 Dic

E se quest’anno non nascesse?

Pubblicato da Blog Admin

E se quest?anno non nascesse? E? quanto mi chiedevo ieri sera pensando al protagonista del Natale. Me lo immaginavo da qualche parte indefinita dell?universo che dubbioso si chiedeva: ?Ma lo sapete che nova c?è? Continuate a ammazzavve e a campà come bestie che coren?appresso solo ai sordi (soldi). Io quest?anno nun nasco. Invece de sta a pensà si da grande me dovete attaccà ar muro de le classi drent?a le scole, pensate a comportavve da cristiani che fate mejo?.
L?ironia blasfema non mi abbandona e al tempo stesso stimola riflessioni esistenziali di portata interplanetaria. Credere, non credere, approfondire le tematiche della fede??? Poi stamattina accendo la radio e capisco che forse è già nato.

Da Repubblica.it

Operato al cuore subito dopo essere nato con il taglio cesareo. Così, con un intervento che non ha precedenti al mondo effettuato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, è stato salvato Carlo, colpito durante la vita fetale, a 36 settimane, da una grave malformazione cardiaca. Nel cuore del piccolo Carlo una valvola, la mitralica, non funzionava. L’unica soluzione per evitargli la morte è stata estrarre d’urgenza il suo corpicino di poco meno di tre chili dalla pancia della mamma poche ore prima che il suo cuore sfortunato cessasse di battere, e sottoporlo immediatamente a un intervento cardiochirurgico per riparargli la valvola danneggiata. I ginecologi non hanno avuto neppure il tempo di pesarlo, il piccolo è passato direttamente dalla pancia materna al lettino operatorio. Dalle mani degli ostetrici a quelle del cardiochirurgo pediatrico Piero Abbruzzese, che lo ha sottoposto ad un delicato intervento in circolazione extra corporea durato 6 ore. Non appena il suo minuscolo torace è stato aperto, il suo cuore è come “esploso” dal pericardio, cresciuto a dismisura per lo sforzo innaturale dovuto alla disfunzione valvolare, era compresso nella gabbia toracica. Ancora qualche giorno, forse qualche ora, e si sarebbe fermato, non avendo più spazio per battere. Il professor Abbruzzese ha inciso il cuore, ha individuato per la prima volta con precisione il tipo di malformazione diagnosticata dall’ecografia. E, a quel punto, ha ricostruito la valvola mitralica riducendo le dimensioni del suo anello con una sottile “striscia” di tessuto prelevato dal pericardio.
Alla fine di questa prima fase dell’intervento, è subentrata una complicazione che mai nessuno prima d’ora aveva dovuto affrontare. Il cuore si era talmente dilatato che i cardiochirurghi non sono più riusciti a ricollocarlo nella sua sede naturale, il pericardio. Del resto, prima di estrarlo, quel cuore malato aveva addirittura schiacciato completamente il polmone sinistro. In sala operatoria sono stati momenti di grande tensione. Si è temuto per la vita del piccolo Carlo.
L’intuizione dei chirurghi è stata di lasciargli il torace aperto, il cuore appoggiato metà dentro, l’altra metà all’esterno, in attesa che si rimpicciolisse a sufficienza. Così, in quelle condizioni impressionanti – il cuore scoperto, pulsante, avvolto e protetto da una membrana plastica – il piccolo paziente è stato ricoverato in terapia intensiva. I cardio-rianimatori diretti da Paolo Costa sono riusciti a tenerlo in vita affrontando imprevisti di ogni sorta, non ultimo il rischio, altissimo, di infezioni.
Ci sono voluti 15 giorni, e cinque interventi chirurgici, per reinserire il cuore al suo posto e chiudere finalmente la gabbia toracica. La ricostruzione valvolare ha consentito al muscolo cardiaco di riprendere le sue dimensioni naturali, riducendosi lentamente, e restituendo spazio al polmone che ha potuto espandersi e cominciare anch’esso a funzionare.
Solo ieri, per la prima volta, è stato staccato dal respiratore artificiale. Cuore e polmoni hanno funzionato. La sua nascita prematura, le sofferenze cardiovascolari avevano provocato anche un danno ai reni risolto da alcuni giorni di dialisi. È ancora presto, dicono i medici, per considerarlo fuori pericolo. I suoi continui miglioramenti, però, giustificano un prudente ottimismo dei medici. “La mia speranza – ha spiegato Piero Abbruzzese – è che questo calvario del piccolo sia l’ultimo. E che non abbia più bisogno, in futuro, di interventi al cuore, ma possa vivere una esistenza normale”.
23 dicembre 2004

Un augurio al piccolo e tanta ammirazione nei confronti di tutta l’equipe medica. Se solo potessero intervenire sul cuore di tanta parte dell’umanità

17 Dic

Carlo Azeglio: l’ultimo baluardo della democrazia

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Ciampi ha rinviato alle Camere la riforma dell’ordinamento giudiziario, fortemente sostenuta dal ministro Castelli e con la stessa durezza contestata da magistratura e opposizione.
E’ la seconda volta nel giro di pochi mesi che il capo dello Stato «boccia» una legge architrave nel programma della maggioranza. Era accaduto esattamente un anno fa, nel dicembre 2003, con la legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo, poi approvata. Da quando è al Quirinale, Ciampi ha negato in sei occasioni la firma necessaria alla promulgazione di nuove leggi, ritenendo opportuno rinviarle al Parlamento con la richiesta di riflettere su alcuni aspetti e procedere a una nuova deliberazione.

Sono quattro i punti «palesemente anticostituzionali» nella riforma dell’ordinamento giudiziario rinviata alle Camere dal capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Il messaggio che spiega le motivazioni del rinvio è stato letto al Senato dal presidente Marcello Pera. Ciampi spiega che la legge si pone in contrasto con gli articoli della Costituzione sull’autonomia della magistratura in quattro punti precisi:
- il nuovo potere del ministro della Giustizia di comunicare alle Camere le linee della politica giudiziaria
- l’istituzione di un ufficio di monitoraggio sugli esiti dei procedimenti giudiziari
- la facoltà di impugnativa concessa al ministro della Giustizia sulle delibere del Consiglio superiore della magistratura (Csm) riguardanti gli incarichi dei magistrati
- il «sensibile ridimensionamento» del Csm nell’assegnazione, nel trasferimento e nella promozione dei magistrati.

Nel messaggio presidenziale che rinvia alle Camere la riforma della giustizia Ciampi interviene anche sul modo di legiferare bocciando l’abitudine di ricorrere all’approvazione delle leggi mediante colpi di fiducia e riscrittura dein testi all’ultimo minuto: «A tale proposito ritengo che questa possa essere la sede propria per richiamare l’attenzione del Parlamento su un modo di legiferare – invalso da tempo – che non appare coerente con la ratio delle norme costituzionali che disciplinano il procedimento legislativo, e segnatamente, con l’articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata articolo per articolo e con votazione finale».
(dal Corriere della Sera)

I toni del Quirinale sono decisamente duri, ma c?è chi non la pensa così.
Castelli: ‘Credevo peggio’
Niccolò Ghedini deputato di FI e avvocato di Berlusconi parlando in diretta a Radio Capital durante il notiziario delle 8.00 ha detto che le modifiche da apportare alla legge sono marginali e da quello che traspare dalle motivazioni suggerite da Ciampi, questa è una legge che il Presidente della Repubblica tutto sommato non boccia.
Ma ?sta gente lo sa dove stanno di casa il pudore e la vergogna?

10 Dic

Nonno e nipote

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Emilio m?ha trasmesso il gusto di ridere. Inventava favole strampalate apposta per me, fiabe in cui le principesse cattive venivano sbeffeggiate da improbabili incantesimi che facevano spuntare code d?asino sulle loro fronti. L?orco era sempre alla caccia di ?Fichetto? un bimbo che viveva su una pianta di fico e lanciava i frutti all?indirizzo della mostruosa creatura per difendersi dai suoi attacchi. Mio nonno Emilio se n?è andato durante il sonno 3 anni fa e aveva festeggiato qualche mese prima il suo 92° compleanno. Come i comici di oggi Emilio aveva i suoi tormentoni. Alcuni li ripeto ancora oggi a mia figlia e lei ride. Anch?io avevo il mio: ?A no? me racconti?? E lui iniziava raccontare di quando giocava a pallone negli anni trenta, della pleurite che lo mise al riparo dalla leva ma che al tempo stesso gli chiuse le porte del Calcio vero. Mi parlava dei bagni alla ?marana? passati in seguito alla storia grazie al genio di Albertone e dei bombardamenti di San Lorenzo. Del cognato colpito da una scheggia mortale nel portone di casa della fidanzata, di Robert, soldato della RAF che nascondeva in soffita e delle gallette inglesi nascoste sotto la cenere della fornacella. Di un suo amico trucidato alle Fosse Ardeatine e di come lui ne sia scampato. Nonno faceva il tranviere e aveva una gran voglia di divertirsi e viaggiare che ha trasmesso a figlie e nipoti. Prestò la sua voce ad una commedia teatrale che scrissi insieme ad un amico e che rappresentammo nel ?94 al Teatro dei Satiri, le registrazioni furono davvero esilaranti e si guadagnò un ringraziamento sulla locandina. Quando penso a lui mi vengono in mente le sue mani grandi, lisce e un po? fredde e le sue orecchie extra large che tormentavo con fastidiose schicchere. ?Statte bono!? mi diceva facendo finta di arrabbiarsi e aggiungeva: ?Lo sai che chi c?ha l?orecchie grosse campa tanto??. Come dargli torto. Vorrei ricambiarlo dei tanti racconti che mi ha lasciato e allora scrivo?che magari lui me legge.

12 Gennaio 2002
Sei ?ito via ieri matina caro nonno
?n punta de piedi, così, durante ?r sonno
come pe? di? a noantri: ?boni, ‘n ve pijate pena
so? arivato a fine corsa, ve libero la scena?

ma mentre annavi via tu nun c?hai detto
indove l?hai comprato ?sto bijetto
bono pe? quasi ?n secolo de viaggio
anni de guera e pace, d?amore e de coraggio

?na corsa così lunga co?n bijetto solo
dicce ndo? l?hai trovato, se lo compramo ar volo
?si nun m?oo so? sognato e si m?aiuta la capoccia
è sempre stato drento a ?sta saccoccia
e si nun è ?n bijetto pell?inferno
vor di? che ce l?ha messo er padreterno?

Comincia ?n antro viaggio e lissù ?n sala d?attesa
Nonna sapeva c?arivavi, ha già fatto ?a spesa
Da retta a tu? nipote, fa ?na sciccheria
Nu? la fa cucinà stasera, portela ?n trattoria