Archivio per Febbraio, 2005

28 Feb

Cancella il debito

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Caro Paul Hewson,
visto che te sbatti tanto per la cancellazione dei debiti del terzo mondo, bisogna che te?ncominci a industrià pe fa? cancellà pure li mia.
Ero partito bello bello pe? annà a comprà li bijetti per concerto der 23 luglio allo stadio Olimpico, ma quanno ho visto li prezzi m?è venuto er coccolone.
50 ?uri il prato!
A Bono, ma lo sai che da Bindi (che c?ha l?appalto dell?olimpico) co? 50 euri me compro tutta l?aria de porta??? Ma nun è finita qui, oltre al costo del ticket bisogna mettece la prevendita.
7 euri!!!
E va beh! Che volemo fa?? Glie lo volemo pagà lo stipendio alla signorina del Ticketone???
Il problema è che li bijetti so già finiti.
Ma se l?hanno messi in vendita stamattina alle 8.30???
So le 8.45 e me venghi a dì che so? finiti???
So finiti pe noi.
Dai bagarini ce l?hanno … a 200 euri.
Ecco bravo Bono, cancella er debito, e si ce riesci cancella pure er mio, che qui pe vedè un concerto sur maxischermo co? la voce che t?ariva in ritardo me stai a mannà pe? stracci.
Ma lo sai che nova c?è?
Er bijetto m?oo rivenno ai primi de luglio me ce compro er DVD der Vertigo tour ?o masterizzo e ce arzo pure du’ soldarelli.
Nun te pijà pena, er debbito m?oo so’ cancellato da solo.
Un consijo, comprate un po? de PC ai ragazzetti svegli de Kinshasa, vedi mai che imparano a cancellasselo da soli er debbito.

Si scherza eh Bono!?
Io so? pure iscritto alla SIAE, te pare che me metto a fa ?ste cose?????

22 Feb

Live Aid. ‘What a day. What a lovely day’

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Erano vent?anni che l?aspettavo.
Finalmente ho il cofanetto di Live Aid. Tempo fa ho dovuto buttare (con le lacrime agli occhi) 2 cassette C90 per manifesta usura su cui avevo inciso 3 ore di diretta su Radio2. Solo ora, dopo aver visto i 4 DVD ho placato il dolore causato dalla perdita di quei nastri ormai inascoltabili.
E? la rivalutazione di una generazione che ai più è sembrata disimpegnata. Certo, a 18 anni non abbiamo avuto grandi slanci politici noi 35/40enni (in compenso ce l?abbiamo oggi), ma a distanza di 4 lustri posso dire con certezza che la musica ERA la nostra politica. Un?ossessione che ancora mi accompagna e mi emoziona. Rivedere quanto accadde in quel meraviglioso sabato di tanti anni fa, mi fa ripensare a chi ero alla soglia dei 18 anni. I sogni, le aspettative e l?incosciente spensieratezza di chi sta per cominciare a seguire una pista. Non è un retorico amarcord, è riavvolgere il nastro, è riaprire un vecchio album di foto e domandarsi che cosa ha riservato la vita a chi era insieme a noi in quelle foto. E’ immaginare una classe di liceo…Vent’anni dopo.

Ho finito da pochi giorni gli esami di maturità.
Sabato 13 luglio 1985. Oggi non si va al mare. C?è live aid. Alle 13.00 in punto parte la sigla dell?eurovisione e le prime immagini di Wembley, oltre a afrmi venire la pelle d’oca, danno subito l?idea di come si stia scrivendo una pagina importante della musica. Gli artisti si passano il testimone sul palco bianco decorato da due chitarre a forma di Africa. Le mise anni 80 (agli occhi di oggi) sono veramente inguardabili, ma chi era veramente fico si vestiva bene già allora (Paul Weller, Sting). Memorabile il set dei Queen, il duetto Sting – Phil Collins, i Dire Straits, Clapton, Macca e lo straordinario magnetismo di un giovanissimo Bono.
Alle sette de la tarde, parte il collegamento col JFK stadium di Philadelphia e una Madonna alle prime armi, rotondetta e malvestita fa capire cosa sarebbe di li a poco diventata. Voce poca, presenza scenica dirompente. L?adrenalina sale, il sudore scende e via via si arriva al gran finale. Bob Geldof, l?artefice di questo meraviglioso baraccone, è l?immagine della felicità. Ancora non lo sa, ma questo è il giorno in cui la musica ha cambiato il mondo.

Please remember this day all of your life. It?s important.
Remember the day you wanted to help.
Remember the bands & the crews who did it.
The professionals who made it an extraordinary technological feat.
Remember the dying who were allowed to live.
Remember the day you die, there is someone alive in Africa ?cos one day you watched a pop concert.
Remember your tears and your joy.
Remember the love.
Remember on that day for once in our bloody lives we won.
Remember the dying goes on and remember so that as time passes, you can tell others ?it?s possible, I know?.
What a day, what a lovely day.

Sir Bob Geldof
July ?85

E voi dov?eravate quel giorno?

17 Feb

Dolomiti Superski

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A distanza di 10 anni siamo tornati a sciare in Alto Adige. Nel frattempo abbiamo fatto qualche settimana bianca in Trentino. Stavolta però ci siamo voluti regalare un soggiorno in Alta Badia, autentica manna per chi ama la montagna a 360°.
C?è sempre stata una sorta di leggenda metropolitana specie fra noi capitolini che in quei luoghi gli italiani vengano trattati male, che i tedeschi vengano privilegiati e così via.
Cazzate.
Un tempo forse, 30 anni fa, l’altoatesino che si sentiva invaso era un po’ scostante, ma ora, una volta preso coscienza del fatto che gli stiamo portando soldi e tanti, ci trattano con la gentilezza e l?accortezza di chi vive di turismo e ha interesse a mantenere e se possibile incrementare la propria clientela.
Sulle piste il discorso è un po? diverso.
I visigoti la fanno da padroni.
Per Visigoti (appellativo coniato da mio fratello) intendo alcuni esponenti delle popolazioni di fonìa germanica che fanno del loro meglio per rendersi invisi al resto dell?Universo. Prepotenti, arroganti, poco inclini al rispetto delle code e delle regole basilari del codice di discesa. Tanto precisi a casa loro, quanto anarchici in casa altrui.
Un episodio.
Saliamo sulla cabinovia del Saslong (S.Cristina), la cabina è praticamente completa e le porte si stanno per chiudere, quando con un perentorio blitz 3 tedescotti sulla sessantina irrompono nel poco spazio vitale rimasto. E va be?, portiamo pazienza. Gli arzilli teutonici si muovono, si allargano per aumentare il loro spazio vitale, ma così facendo comprimono con la loro attrezzatura una giovane signora che viene colpita su un ginocchio dai loro sci. ?Che cavolo spingete?? apostrofa la signora, e per tutta risposta un rubizzo crucco le fa: ?sci è molto duro? ? ?Molto duro, ma se non me lo spingi addosso è anche molto inerte? replica lei. Il signore ridacchia sotto i baffi dicendo qualcosa nel suo idioma.
Seccata dalla presa in giro la donna lo fulmina lapidaria:
?V?hanno tirato giù er muro, ma ve ce dovevano fa? pure er soffito!!!?
Gelo sulle teutoniche facce e sorrisi che si dipingono sugli italici volti.
Giulio Cesare aveva visto lungo.
FORZA E ONORE!!!

16 Feb

ZOMBIE IV

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Il braccio mi fa ancora male. Parecchio.
Sono in convalescenza da dieci giorni e non mi annoio per niente. Anzi, spero sempre in qualche lieve complicazione, magari un?infezione, che possa prolungare la mia permanenza nell?ospedale da campo. Se tolgo i 10 giorni che dovrò rimanere qui, ne mancano ancora 53 alla fine della missione. E ho paura cazzo, una paura fottuta. E? passato quasi un anno e mezzo da quando siamo arrivati a esportare democrazia e ho paura che mi succeda qualcosa di brutto proprio ora che sto per tornare a casa.
Clark mi viene a trovare tutti i giorni e mi dice che sto diventando paranoico. Secondo lui il peggio è passato, ma lo so che lo dice solo per starmi vicino e non farmi abbattere. In effetti la situazione sembra un po? più tranquilla in questi ultimi giorni, lo dimostra il fatto che si sentono molte meno esplosioni. Dovranno pur finire i votati al suicidio che si fanno saltare in aria per amore del Corano!
Stamattina mi ha chiamato JJ dal Grand Hotel di Dubai. L?intervento è andato benissimo, non ci sono stato problemi di rigetto e la rotula bionica funziona a meraviglia. Dice che con le stampelle va già fortissimo. Fra cinque giorni toglie il disturbo e torna a casa.
New Jersey.
Beato lui.
Lascerà i marines JJ, le autorità di Willingboro gli hanno offerto un incarico istituzionale e non se lo lascerà sfuggire. Basta guerre, inizia una vita nuova. Tutti noi vogliamo ricominciare a vivere. Ci vuole un taglio deciso, di quelli che fanno più male, ma che forse permettono di ricominciare. Perché noi siamo Zombie, siamo vivi, ma una parte di noi, nel profondo dell?anima è morta. Siamo come gli scampati di Auschwitz, sopravvissuti e defunti al tempo stesso con l?aggravante che noi l?abbiamo scelta questa vita, abbagliati da un futuro in giro per il mondo in missioni umanitarie e dal miraggio di essere accolti a braccia aperte dall?universo intero.
Ma questo non è un mondo perfetto, i soldati fanno la guerra e la guerra uccide tutti, perché NESSUNO la vince. E? la sconfitta del genere umano.
Devono essere le 18.30, perchè è arrivata l’infermiera per la medicazione.

4 Feb

Elementari…ma complicatissime

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Premessa
Moratti. Cognome foriero di fasti lontani che evoca ricordi in bianco e nero di trionfi sportivi.
Oggi no.
E? un cognome che fa sorridere se analizzato nell?ottica di un industria pallonara che spende spande e non miete successi. E? un cognome che disorienta (eufemismo) se associato alla tanto sbandierata riforma scolastica.
Ieri sera:
Riunione con il Personale docente della futura scuola elementare di mia figlia. Come direbbero i Jalisse: ?FIUMI DI PAROLE?. Si parla dell?informatica, di internet, dell?architettura del linguaggio e dell?educazione al suono. Mi domando: ?Ma ce sarà quarcheduno che je ?nsegna a legge e a scrive a la mi fija????. Per fortuna si, ci sarà il Tutor. Come al CEPU, perchè sarà una scuola dinamica, flessibile e proiettata al futuro.
L?inglese.
Apprenderanno l?idioma anglosassone sin dalla prima classe. Abbozzo un pensiero ad alta voce: ?Non si potrebbero prima impratichire con l?italiano??.
La mensa
La riforma prevede 10 ore settimanali di mensa. Due ore al giorno, manco fosse il pranzo del matrimonio. Magari alla fine danno anche le bomboniere. C?è una cosa che non torna però, mi sa che la Moratti e Sirchia non si parlano. Quello dice che i ragazzini italiani sono i più obesi in Europa e la ?cotonata? per tutta risposta te li sbatte a mensa per 120 minuti e dimezza il tempo dell?educazione fisica. Ma non è che il pranzo se lo devono cucinare da soli? Lo scopriremo solo vivendo.
Si ritorna poi a parlare dell?informatica e della sala computer, dotata di 15 PC meravigliosamente funzionanti e tutti collegati a internet. I nostri figli faranno il login (come me in ufficio, l?allegria de ?na gita al verano), i desktop avranno il nome dei 7 nani (e per gli altri 8 che nomi se ?nventamo?), potranno fare ricerche, stampare e disegnare. Disegnare col computer??? I pennarelli cazzo, i pastelli e le matite colorate. Fateje zozzà le mano a?ste creature. Altro che PC. Sembra l?argomento centrale della scuola elementare ?sto cazzo de computer e allora, preso da raptus, chiedo la parola e faccio la seguente domanda all?insegnante di informatica:
?Mi scusi maestra, considerando la centralità del PC nell?ambito dell?apprendimento, quanto crede che i nostri bambini impiegheranno a saper fare il reboot del sistema in seguito all?update della release che interfaccia con l?applicativo configurato nel disco integrato di sistema??.
La maestra è svenuta, e comunque se ‘st’altr’anno ti dovesse prendere di mira dillo a papà tuo che cambiamo classe.

3 Feb

ZOMBIE (III)

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From: JJ
Sent: tuesday, january 18th 2005 11:05 am
To: Santiago (jonesbeach@yahoo.com); Clark Bradley (C.Bradley@us.army.com)
Subject: Dubai American Hospital

Amici,
Vi scrivo dall?ospedale di Dubai (ho allegato la foto della hall), lo stesso in cui quel rotto in culo di Osama ha fatto le sue belle dialisi fino al 2001. Non fosse per l?hamburger al posto del ginocchio sembrerebbe di stare al Grand Hotel, anche se avrei preferito un approccio differente per ritornare nella civiltà. Dopo mesi di ?elettroshock? riesco finalmente a essere rilassato ed è bello sentire i passi leggeri delle infermiere che arrivano dal corridoio senza che l?indice della mano destra vada a posizionarsi in automatico sul grilletto dell?ArmaLite.
Avevo perso l?abitudine ai sorrisi.
La gamba fa male, il chirurgo ha ripulito il quadricipite dalle schegge e dai frammenti di piombo, così dopodomani l?ortopedico potrà procedere con l?introduzione della nuova rotula.
Eh si, una bella rotula in fibra di carbonio. D?altronde chi è il pioniere fra noi tre? Primo ad arruolarsi, primo a sparare in combattimento, primo a rimanere ferito in battaglia e primo a tornare a casa. Ci tornerò fra quindici giorni a Willingboro NJ. Con le stampelle. Ma conto di sbarazzarmene abbastanza presto, infatti se non ci saranno problemi di rigetto alla protesi, dovrei tornare a camminare in due mesi.
Non potrò esimermi dalla cerimonia ufficiale di bentornato che Major Tony Pennisi ha detto di voler organizzare. Ci sarà la banda del college, le cheer leaders e tutte le autorità in parata per salutare il veterano col ginocchio spaziale. Una splendida rassegna di puttanate provinciali in mio onore.
Non vedo l?ora di riabbracciare Sarah, sarà bellissimo, ma mi mancherà il casino, la puzza degli anfibi e le vostre deliziose facce di merda. Ricordatevi di scaricare la posta perché vi scriverò, mi brucia dovervi abbandonare a soli 73 giorni dal rientro. Continuatelo voi il count down e mi raccomando, riportate il culo a casa. Vi aspetto a Willingboro per una corsetta lungo il fiume.
A presto
JJ

1 Feb

ZOMBIE (II)

Pubblicato da Blog Admin


Le lezioni sono terminate da qualche giorno e il caldo inizia a farsi sentire. Le ragazze di Spanish Harlem con l?inizio dell?estate subiscono una bella metamorfosi, le gonne si accorciano scoprendo le gambe color ambra e le magliette sembrano improvvisamente uscite da un lavaggio sbagliato dagli effetti restringenti.
Non ho occhi che per lei, Angela Tevez. Ci siamo conosciuti due mesi fa sulla pista d?atletica del college, lei era in finale nei 400 ostacoli dei campionati del distretto scolastico e procedeva spedita verso la vittoria. Era una gazzella con gli occhi da cerbiatta, bella da farti balbettare, miscuglio di grazia e potenza. Inciampa sull?ultimo ostacolo, barcolla ma rimane in piedi, perde il passo e finisce seconda di un soffio alle spalle di Janet Wilkins. Aveva il volto tirato, le labbra serrate e una lacrima le rigava la guancia sinistra. ?Dai che la prossima la vinci? le ho detto piano nell?orecchio asciugandole la lacrima col pollice. ?Ci puoi scommettere Santiago Martinez? mi ha risposto sforzandosi di sorridere. Sapeva il mio nome.
Siamo andati a James Beach per il primo bagno della stagione, abbiamo mangiato burritos al chiosco della spiaggia e passeggiato a lungo sulla riva. Le ho preso la mano, con l?altra si è scostata una ciocca di capelli dal viso e mi ha baciato. Ci siamo baciati così tanto da avere male alle labbra e poi ci siamo addormentati sotto la tettoia di palme.

Devo aver dormito profondamente.

Quando riapro gli occhi Angela non c?è. C?è JJ che si lamenta, è sotto sedativi e sta aspettando di essere trasferito in un centro ortopedico specializzato, ha il ginocchio ridotto male. Sento il colonnello medico fargli coraggio. Gli debbono ricostruire la rotula, colpita in pieno da un proiettile di kalashnikov e l?ospedale più vicino per fare un buon lavoro è quello di Dubai. Ho la testa che mi ronza e l?effetto dell?anestesia sta finendo, è come se mi avessero asciugato la lingua con un phon. Giro lentamente il capo e scopro di avere il braccio completamente fasciato, il colonnello dice di avermi estratto una scheggia dal bicipite. Poteva andare peggio, in venti giorni tornerò come nuovo. Vorrei alzarmi e fare due passi, leggere un giornale seduto fuori da un bar e bere una birra ghiacciata dalla bottiglia senza dovermi guardare le spalle.
Chiudo gli occhi, c?è Angela che mi sorride.
Li terrò chiusi a lungo.