Archivio per Aprile, 2005

28 Apr

Not so … Far West

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Io non magno maccaroni!
Io so’ americano!
Io me compro ‘a pistola der Generale Custer!
In quanto, vero, mi devo difendere. Non sia mai che un lumacone malintenzionato si avvicini nottetempo per attentare alla mia life.

27 aprile 2005
Il provvedimento sponsorizzato dalla lobby delle armi
Florida, «licenza di uccidere» per difesa
Il governatore Jeb Bush firma la legge per allargare il diritto di reagire sparando quando ci si sente in pericolo di vita

NEW YORK – Il governatore della Florida, Jeb Bush, ha firmato e reso operativa la legge che aumenta i casi in cui l’uso di armi in luoghi pubblici può essere considerato legittima difesa. Con il nuovo provvedimento, i cittadini dello Stato nel sudest degli Usa avranno il diritto di aprire il fuoco, e di uccidere, ogni volta che lo ritengano necessario per salvarsi la vita. La legge estende il concetto di legittima difesa fino ad ora in vigore, in base al quale quando aggrediti o minacciati fuori dalla loro proprietà, i cittadini potevano reagire sparando solo dopo aver prima tentato di mettersi in salvo. Adesso «rispondere alla forza con la forza, inclusa quella letale», è ammissibile anche quando c’è la possibilità di fuga, per chi si ritenga in pericolo imminente di vita.
La National Rifle Association (Nra), la lobby delle armi, ha sponsorizzato il provvedimento e ha preannunciato che ora cercherà di estendere l’esempio della Florida ad altri Stati, per rendere più vasto su scala nazionale il concetto di legittima difesa. Gli oppositori del provvedimento – che era stato approvato con larga maggioranza dal parlamento locale – parlano di un ritorno al «West selvaggio» e alla regola del «prima spara, poi fai domande».
John Timoney, capo della polizia di Miami, ha definito la nuova legge «non necessaria e pericolosa». Timoney, che si è impegnato a fondo negli anni passati per convincere i poliziotti della sua squadra a usare con più prudenza le maniere forti, teme che possano aumentare le morti di vittime innocenti, compresi bambini che giocano nei cortili di altre persone, o ubriachi che per sbaglio si avvicinano a una casa che non è la loro.

Negli States 192.000.000 fra pistole e fucili sono regolarmente posseduti dalla popolazione civile. Nel 2004 si sono registrati negli USA 30708 decessi a causa di arma da fuoco.

28 Apr

Onore al Demerito

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San Giuliano, incarico all?ingegnere del crollo
Progettò la scuola della strage, diventa coordinatore per la sicurezza.
I parenti delle vittime: siamo indignati

LARINO (Campobasso)? Dicono di essere stati umiliati e offesi. Ogni loro parola gronda sdegno e rabbia. I genitori dei ventisette bambini uccisi dal crollo della scuola «Francesco Jovine» di San Giuliano di Puglia, crollo, dicono le perizie, avvenuto «in occasione» ma non «per colpa» del terremoto del 31 ottobre 2002, vorrebbero giustizia.Ma è come se a ogni passo avanti compiuto nell?accertamento della verità e delle responsabilità corrisponda, fatalmente o forse no, sempre una nuova violenza, sempre una nuova occasione di oltraggio alla memoria dei loro bambini. Persino ora che il presidente Ciampi ha riconosciuto con una medaglia al valor civile quel sacrificio, non riescono a gioire. Ieri, alla notizia che l?amministrazione comunale di Larino ha affidato all?ingegnere Giuseppe La Serra, principale imputato nel processo per la strage di trenta mesi fa, l?incarico di responsabile per la sicurezza dei lavori (1,3 milioni di euro) per la zona artigianale, i genitori delle vittime della «Jovine» sono insorti. E hanno scritto a tutti quelli che avrebbero potuto ascoltarli, dai giornali alle istituzioni.

Per tutti, parla Antonio Morelli, presidente della Onlus «San Giuliano di Puglia 31 ottobre 2002». «Abbiamo pianto per tre notti e tre giorni davanti alle bare dei nostri bambini. Abbiamo promesso loro che avremmo dato anche la nostra vita affinché fosse fatta giustizia, e adesso non possiamo non gridare la nostra indignazione di fronte a questa scelta della giunta di Larino, che affida al signor La Serra addirittura il compito di “coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione” dei lavori del Piano di insediamento produttivo. Proprio a lui, uno dei maggiori responsabili della tragedia che ci ha colpiti, visto che era il progettista del secondo piano della scuola “Jovine”, l?unico edificio a sbriciolarsi nei quarantaquattro comuni colpiti dalla scossa del 31 ottobre 2002».

Amici bloggers, commentate voi. Io non ci riesco. Provo solo tanta, tanta rabbia.

26 Apr

A Giulio

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Anvedi che c?è scritto sur giornale,
‘na notiziola proprio gnente male.
Pe’ mett’apposto er buco de li conti
sentite che se?nventa er sor tremonti:

?Raddrizzerò ?na china che va male
e date retta a me che nun è tardi,
venno le coste de mezzo stivale
pe? quarche vagonata de mijardi

e co? sto ricavato, er mezzogiorno,
c?avrà quell?incremento de lavoro
de cui da tempo noi perdemmo traccia?

L?hai detta grossa, levete de torno
Te venneresti pure mamma tua
Che t?ha dato troppe poche pizza?n faccia.

22 Apr

A Silvio

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der nano trapiantato
nessuno più se fida
c’ha er culo foderato
de carta moschicida
tajata cor cesello
je copre ‘quella’ zona
e serve pe’ tenello
attaccato a la portrona

dipinto sulla faccia
un ghigno da pupazzo
hai fatto er tempo tuo
mo levete dar cazzo

21 Apr

2758 (21 aprile 2005)

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Er tappo schizza da la boccia e sento er botto
du?mila settecento cinquantotto,
so? l?anni che te porti sur groppone
bella come ?na dea e senza silicone.

Quanno t?esploro ?n sella ar motorino
tutto de?n botto torno un regazzino
che s?acchitta pe?r primo appuntamento
co’a mejo stella de ‘sto firmamento.

Si fossi ?na rigazza te lo ggiuro
te porterebbi l?acqua coll?orecchie,
diademi de diamanti e puro ?n fiore

?na rosa de colore rosso scuro
perché quanno te guardo
m?ariscalli er core

19 Apr

Il cielo d’Irlanda

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Ci sono due amici in viaggio, a bordo di una micra 1.3 con la guida a destra. Sono in macchina da due ore e fra qualche minuto i loro occhi vedranno una meraviglia della natura, un’immagine che rimarrà impressa sull’involucro dell?anima e che li unirà ancora di più. Più di quanto lo siano già. Non stanno scappando, stanno cercando. Roberto è in cerca di spensieratezza, ha perso il papà da pochi mesi e ha un disperato bisogno di scappare dalle troppe responsabilità che gli sono piovute addosso: la mamma casalinga e un fratello più piccolo con un lavoro ballerino. Claudio cerca una strada. Una via alternativa alla sua passione per la recitazione, che lo gratifica ma non gli da abbastanza da vivere.
Si conoscono da più di dieci anni e sono nati uno a sette giorni di distanza dall?altro, quasi gemelli. La macchina arriva finalmente su una grande spianata a picco sul mare, un cartello enorme annuncia: ?Cliffs of Mohair?. Scendono dalla macchina e le folate di vento sferzano le loro facce abbronzate dal sole di Ostia. Piove. Un fronte compatto di nuvole nere fa presagire un?inzuppata di proporzioni epiche, ma loro senza ombrelli, stretti nei loro K-Way camminano e guadagnano il sentierino panoramico. Vanno avanti per due minuti, alzano gli occhi al cielo e le nuvole non ci sono più, portate chissà dove dal vento che soffia dal mare. L?erba soffice di torba è un letto troppo invitante. Si sdraiano e guardano il cielo. Un caleidoscopio di colori, il cielo d?irlanda è un LP mandato a 45 giri, è il cuore che batte forte in gola come una vittoria nei minuti di recupero. E? una carezza di padre e un rimprovero di madre. E? un pensiero per l?amica che se n?è andata troppo presto a cavallo di una moto. A loro due piace pensare che sia lì, nel cielo d?irlanda a correre più forte delle nuvole. E? cercare di immaginare dove saranno Roberto e Claudio tra dieci anni. I due amici si girano di scatto e si guardano, una lacrima riga le loro guance. La raccolgono col pollice e uniscono i polpastrelli umidi in un?emozione indissolubile.

13 Apr

Flash-Back

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E? mezzanotte e quaranta.
Miki è al volante, sta tornando a casa dopo il calcetto e una pizza con gli amici. Giulia e il piccolo dormono da un pezzo. La radio trasmette il nauseante successo del momento, ma Miki attiva il caricatore CD e spinge il tasto shuffle. L?attesa di alcuni secondi lo invita ad indovinare quale pezzo uscirà dagli altoparlanti. ?SHE? di Harry Connick jr.
E? come tornare indietro di 15 anni, un flash gli riporta negli occhi la cassetta UXpro?90 al cromo, contenente una compilation studiata con cura maniacale nella scelta delle canzoni, da regalare a Giulia. Iniziava proprio con quel brano. Era il periodo che lui avrebbe definito dei corteggiamenti, l?unica cosa di cui Miki ancora oggi sente la mancanza. Era un affabulatore lui, le ragazze le conquistava parlando. Ore e ore di conversazione senza mai allungare un dito anche quando era palese che lei ci sarebbe stata. Era una tecnica che pagava quella del finto tonto, una precisa strategia che portava la ragazza a fare la prima mossa, a protendere le labbra in cerca del bacio pioniere. Miki pensa al fatto che ancora non c?erano gli SMS, ma in fondo è come se lui i tempi li avesse precorsi. Lasciava dei post-it sulla macchina o sul motorino della ‘LEI’, con un pensiero romantico e spiritoso. Ricorda quella volta che disegnò un mazzo di rose sul biglietto giallo e lo attaccò sullo specchietto della 500 di Giulia, aggiungendo poche parole: ?il fioraio era chiuso, per questa volta ti devi accontentare?.
Ripensa alla prima telefonata con Giulia, il cuore in gola nella speranza che fosse lei a rispondere.
Il flash-back s?interrompe col ronzio che prelude ad un nuovo brano. Mancano solo due isolati e Miki imbocca il vialone alberato che conduce a casa sua, gira l?angolo e rimane quasi accecato dai neon del piccolo chiosco. Si ferma.
Il mattino dopo Miki sente suonare la sveglia, Giulia la spegne, si alza e va in cucina. Sul tavolo trova un mazzo di rose sistemate dentro un vaso di vetro colorato.
C?è anche un biglietto con su scritto ??stavolta il fioraio era aperto?.

6 Apr

Psicologia della Massa

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Il centro di Roma, lo sanno anche le grondaie, in queste ore è impraticabile. C?è una pacifica invasione di persone di ogni età e ceto che vengono a dare l?ultimo saluto al Papa. Arrivano da tutta europa sobbarcandosi ore di viaggio e ore di fila per rendere omaggio alla salma, sopportando caldo, freddo, fame e sete. Ieri mattina, terminato il mio allenamento alle Tre Fontane ed in procinto di andare in ufficio, vengo fermato da un passante grosso modo mio coetaneo: ?Scusi lei è di Roma?? mi chiede con accento campano ? ?Si, mi dica? ? ?E? molto lontano da qui San Pietro??
Considerando che ci trovavamo in zona EUR, provo a spiegare il modo più comodo e veloce per giungere a destinazione senza traumatizzarlo troppo. Mentre parlo con lui compaiono moglie e due figli, e così decido di mettere da parte la consueta diffidenza metropolitana e offro loro un passaggio al capolinea del 23, un bus che porta dritto dritto in zona S. Pietro. ?Grazie o?veramente, questo miracolo l?ha fatto il papa?. ? ?Per così poco?? E? meglio che il papa i miracoli li conservi per cose un po? più importanti? ? rispondo io. Giungiamo a destinazione, prendono felici il loro bus e vanno a compiere la loro missione.
Se ieri bastavano tre ore per entrare in basilica, oggi ne occorrono circa 12 secondo le stime della Protezione Civile. E allora io mi chiedo ancora: PERCHE???? Ma chi je lo fa fa??
Forse dovrebbero chiederselo anche i Sociologi o, se esistono, gli psicologi delle masse. Ci sarà un motivo (forse anche più di uno) se una folla oceanica di gente converge nella mia città, paralizzandola per giorni, per omaggiare una persona che lascia questa terra.
Abbozzo una conclusione: la gente ha bisogno di riconoscersi in un simbolo. In questo momento si sta riconoscendo in un uomo che si è speso per i deboli e per i sofferenti, che ha detto no alle guerre, che ha provato a dialogare con le altre confessioni religiose, che è entrato in contatto in maniera trasversale con giovani e meno giovani, agiati e meno abbienti, che ha fatto cose che quasi tutti i personaggi pubblici dei nostri giorni non fanno. Questa overdose (forse eccessiva) di Sacralità può essere il termometro di una società che ha perso di vista valori importanti come l?onestà, la fiducia nei propri simili, il bene di molti e non di pochi e la serenità interiore, che poi è diretta espressione di un vivere migliore. E? una società che punta tutto sulle unità di consumo e ha paura delle teste che esprimono pensieri autonomi e non assoggettabili. Chi usa il cervello è di difficile gestione.
Può sembrare un utopia aspirare ad una società migliore di questa, ma in fondo quanto costa provarci?
Sicuramente meno della benzina.

5 Apr

Sciacalli

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Al peggio non c’è davvero mai fine.
Leggo da Repubblica.it:

12:28 Osservatore romano, copie disponibili a 90 centesimi
Sono ancora disponibili copie dell’Osservatore romano con l’edizione straordinaria per la morte del Papa, al prezzo di copertina di 90 centesimi. Il giornale vaticano viene invece venduto nelle strade dai bagarini a prezzi da collezionismo. Chiunque volesse acquistare la copia al prezzo di copertina può rivolgersi alla sede del quotidiano, all’interno della Città del Vaticano, passando da Porta Sant’Anna e dicendo alla guardia svizzera alla Porta di voler andare all’Osservatore romano.

Non commento e Rinnovo solamente il mio disprezzo nei confronti di chi specula sulla morte, a cominciare dal plastico di Cogne per arrivare ai bagarini funebri.

4 Apr

Ironia della Morte

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La potenza mediatica di Karol Wojtyla era nota a molti, ma in questi ultimi giorni è esplosa in tutta la sua forza oscurando gli avvenimenti e i personaggi della politica e della società. Ad esempio queste elezioni, a ragione definite come un passaggio molto importante per il futuro della nazione, stanno passando quasi inosservate. Un piccolo miracolo di Sua Santità è quello di oscurare temporaneamente sua nanità Silvio primo (e speriamo ultimo).
Nei momenti che hanno preceduto il trapasso del Papa ho avvertito due diversi stati d?animo:
1)Quello dei fedeli accorsi in piazza per pregare e sperare nel miracolo. 2)Quello degli anchormen delle TV di stato (tutte e sei le reti), intenti a litigarsi l?anteprima delle notizie e in attesa della morte per poter scatenare il meccanismo dei coccodrilli e della retorica.
Quello che è mancato in queste ore è stato il silenzio e un po? di spirito critico. Wojtyla è sicuramente una figura carismatica e positiva per ciò che riguarda l?apostolato, la difesa dei deboli, l?attenzione ai lavoratori, le prese di posizione nei confronti dell?est europeo e tante altre cose però, ed è un gran però, perché ha perpetrato l?ipocrisia della Santa Romana Chiesa nei confronti della contraccezione? Credo che la visione del sesso univocamente legato alla procreazione, sia anacronistica e lontana dallo spirito della maggior parte dei giovani cattolici.
A detta di molti il Papa era dotato di grande senso dell?ironia e provo ad immaginare qualche Sua reazione alla kermesse televisiva. Ieri, nelle varie interviste vedo una donna sui 40 anni che risponde alla cronista: ?Il papa ha chiamato i giovani e così io sono arrivata?. ?Figlia mia ? ribatterebbe Karol ? sei arrivata con 15 anni di ritardo. Niente niente sei venuta a piedi da Caracas??.
Buon ritorno a casa del padre Lolek.