Archivio per Maggio, 2005

25 Mag

La linea di basso

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?Ok, è ottima?
- disse Andy, il tecnico del suono, staccando un po? di spinotti dal mixer ? ?Se riusciamo a sistemare la ritmica del singolo, l?album è finito?.
David fece una smorfia quasi di dolore assecondato dagli altri tre della band. Fra se e se pensava alla meta, così vicina, a portata di mano ma di fatto, irraggiungibile. Stavano finendo di registrare il loro più bel disco dai tempi degli esordi, testi forti e sonorità innovative, eppure il brano guida non convinceva nessuno dei quattro, aveva una ritmica al di sotto delle potenzialità.
David sentiva di non aver ancora trovato la chiave giusta, il riff nervoso di chitarra aveva bisogno di qualcosa ma non capiva cosa. Uscì dallo studio stappando una lager e percorrendo il viale alberato che portava al cospetto dell?Oceano. Dopo pochi isolati l?estate incipiente di Seattle lo catturò e lo costrinse a sedersi su una panchina lungo il waterfront park. Un piccolo stormo di gabbiani volteggiava in cerca di cibo intorno ad uno yacht. La visione della ragazza che uscì dalla coperta lo lasciò senza fiato come un diretto allo stomaco di evander holyfield. Era la copia esatta di Karen, stessi capelli e stesso fisico longilineo. L?istinto lo spingeva a tuffarsi in acqua per raggiungerla, ma lo trattenne la consapevolezza del fatto che Karen era partita una settimana fa per Auckland dove sarebbe stata impegnata per dodici settimane nella direzione della produzione di una fiction sui maori. ?Che idea del cazzo una fiction sui Maori? pensò David ad alta voce. Sette ore di sala d?incisione lo avevano distrutto e le forze lo stavano abbandonando, chiuse gli occhi per un attimo e la stanchezza si impossessò rapida del suo corpo. La testa pesante si reclinò all?indietro e davanti a se vide il lume della sua stanza spegnersi, sentì il profumo di Karen sprigionarsi nelle narici e le sue mani che lo accarezzavano. Adesso era lei che guidava questo gioco di passione, era lei che dettava i tempi dell?amore. Un ritmo diverso dal solito, sincopato, un?aritmico sconquasso maori, una danza di guerra e d?amore.
In controtempo, in levare anziché in battere.
Lo svegliò il tintinnare della bottiglia di lager vuota cadutagli dalla mano.
Adesso era tutto chiaro, c?era una linea di basso scarna e potente da incastonare in un riff nervoso di chitarra e una volta fatto questo i controtempi sapienti della batteria di Jay avrebbero completato l?opera.
David prese a digitare sulla tastiera del cellulare. Dodici minuti dopo nell?altro emisfero Karen ricevette un sms : ?grazie x la linea di basso amore, poi ti spiegherò? . Sorpresa e divertita rispose: ?Che male ho fatto per innamorami di un pazzo?? e ridendo di gusto mise il telefonino nella tasca dei pantaloni mimetici.

23 Mag

Per cosa si uccide

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Ultimamente nella scelta dei libri da leggere sono proprio fortunato, non c?è che dire. Gianni Biondillo, milanese di 39 anni, è una gran bella scoperta perché scrive un romanzo che non può essere confinato in un genere letterario. C?è sicuramente del giallo, ma c?è anche molto umorismo, tenerezza ed un profondo legame con la propria città. In un certo senso è proprio Milano la vera protagonista, ti sembra di essere lì e di riconoscere i luoghi narrati anche se non ci sei mai stato o sei passato di lì solo di sfuggita. Forse non sarà il massimo dell?originalità, gli stereotipi per chi scrive questo genere sono inevitabili, però un libro che ti cattura e ti spinge a terminarlo in pochi giorni è un successo a prescindere. I personaggi di contorno mi piacciono molto, così come è molto toccante il rapporto padre-figlia. Ferraro non è uno sfigato, è un uomo che cercando gli assassini sta cercando anche se stesso per non dover apparire fra qualche anno, agli occhi di una figlia adolescente, un genitore fallito.
M?è proprio piaciuto.
Bravo Biondillo

dal sito www.guanda.it

«Tutto cominciò con quel cane sgozzato.» Si apre in una torrida estate un lungo anno di omicidi per la polizia di Quarto Oggiaro, quartiere simbolo della periferia milanese. Protagonista, suo malgrado, delle indagini, è l?ispettore Ferraro, uomo senza qualità particolari, se non, forse, il suo innocuo umorismo, che lo salva spesso da un?esistenza alquanto deprimente. Perché di certo la sua vita personale non è un granché: divorziato, vive solo, in una casa caotica, mangiando a cena pattume surgelato. Per non parlare poi del disordine affettivo… Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, imprenditori rampanti, spacciatori, contrabbandieri, snob vogliose, domestici imperturbabili, carabinieri gentiluomini, fruttivendoli, filosofi, informatori, pensionati, picchiatori, pendolari, sciure, manifestanti: il popolo di una città.
Per cosa si uccide racconta questa varia umanità, scandaglia il ventre molle di Milano, la vera protagonista del libro, diventando così il romanzo, aspro e ironico, di una città.

23 Mag

Giochino del Med passato da Remedios

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Un giochino ino ino che in due minuti te lo sei levato dalle biiip!

Volume dei files musicali nel pc:
1,6 Giga

Ultimo Cd acquistato:

“Sacred Love” di Sting.

Canzone che sta suonando ora:

“Missing” degli everything but the girl

Cinque canzoni che ascolto spesso:

Everylittlethingshedoesismagic (police)
High & dry (radiohead)
Blow my mind (jamiroquai)
love of my life (peter gabriel)
confortably numb (pink floyd)

Passo la palla a:
Baol
Machis
lastanzadiclaudia
My moleskine
devil

20 Mag

Le Cooperative del Sesso – (Un disegno di legge)

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ispirato da un post di baol_77, tiro fuori dal cassetto un mio scritto di qualche tempo fa ricavato da una ricerca effettuata sui più rappresentativi quotidiani italici, in merito a un simpatico DDL.

Vorrei avere dodici anni. Sarebbe bellissimo perché quando avevo dodici anni vigeva la ferrea regola: prima il dovere e poi il piacere. Se non finivo i compiti non andavo a giocare a pallone. I bambini di oggi sono molto più fortunati di noi trenteen-agers, perché 25 anni dopo c?è il governo che fa i decreti salvapallone in quattro e quattr?otto e di trovare i soldi per attuare la riforma scolastica se ne frega. E? stupendo, viviamo nel paese dei balocchi. Neanche Lucignolo Presidente del Consiglio avrebbe potuto fare di meglio. Le squadre di calcio spalmano i contratti, poi spalmano i debiti. Io ho preso coraggio e ho chiesto alla banca di spalmare una rata del mutuo, il direttore ha chiamato il vigilantes… che m?ha SPALMATO sulla vetrata.
Ma questi decretini sono niente in confronto al disegno di legge che mira a legalizzare la prostituzione ?INDOOR?.
Sarà reato esercitare la professione più antica del mondo nelle strade e nei luoghi aperti, che nell?immaginario collettivo equivale a rinchiudere il porchettaro nel garage. Per le prostitute sorprese in strada ci sono delle multe assai salate la prima volta, e nel caso fossero recidive, scattano le manette (manette?in senso buono?quelle di ferro, lungi da me fare doppi sensi). Anche i clienti non la passano liscia. La prima volta che vengono beccati pagano una multa salata, la seconda volta la sanzione raddoppia e c?è anche il sequestro della macchina nel caso in cui il cliente venga sorpreso mentre fa l?amore a pagamento. Attenzione, il testo di legge recita ?a pagamento?. Trovatemi voi il deficiente che fornica nella propria vettura con la banconota in mano !!!! Che poi non te la sequestreranno mai, visti gli ammanchi di cassa faranno prima ad introdurre il condono sulla copula a 4 ruote e passa la paura.
NULLA VIETA ESPRESSAMENTE DI ESERCITARE IL MERETRICIO IN CASA recita il testo di legge. Da qui l?idea di far nascere gli EROS Center, idea poi accantonata. Con l?eros center si mette in moto un classico giro di bordelli d?alto bordo, una Las Vegas del fik fik. Roba da malavitosi americani nel paese che ospita il Vaticano non è bella una cosa, sarebbe poi servito un gestore di un certo livello (chessò un tipo alla De Niro in Casinò) e quindi l?idea è stata accantonata, tanto più che Briatore era già impegnato.
Prendono corpo quindi le Cooperative, e qui sta la genialità dei redattori del testo legislativo. La cooperativa da meno idea di sfruttamento, pensi ai lavoratori al sudore della ? chiamiamola fronte.
Nulla vieta, (non si autorizza), nulla vieta alle prostitute di costituirsi in Cooperative per l?esercizio regolamentato della prostituzione all?interno di un appartamento. Come ci regoliamo con l?appartamento? Chiunque può affittare una casa alle prostitute. Non commette più nessun reato. Con una condizione però: che l?appartamento venga affittato secondo le tariffe di mercato della zona. Beh, avranno si depenalizzato il falso in bilancio, avranno approvato l?impunità parlamentare, ma in questo modo ci stanno regalando delle splendide zoccole a equo canone.
Volete mettere?
Questa idea delle cooperative, non lo nego, mi fa sorridere. Pensare a qualcuno che si reca alla Cooperativa mi fa venire in mente un tizio che prende la sua tessera magnetica a punti e si reca a fare spesa. Vi immaginate uno stuolo di puttanieri che prendono la loro bella tessera ?TOPA AMICA?, entrano, consumano ed al momento di tornare a casa inseriscono la tessera nell?apposita feritoia: ?ARRIVEDERCI Sig. ROSSI. LE RICORDIAMO CHE CON LA TESSERA TOPA AMICA OGNI DIECI COPULE UNA FELLATIO E? IN OMAGGIO!!!?
Altra cosa bellissima è stata proposta da Bossi. Le prostitute devono rilasciare regolare fattura. Magari anche dettagliata, che la metti in tasca, poi porti la giacca in tintoria e fai il più classico dei figuroni. E poi mi immagino già Tremonti (ora Siniscalco) che vorrà adeguare i frutti del meretricio al vigente regime fiscale. Verranno introdotte quattro nuove imposte:
Con un?aliquota del 4% avremo l?Imposta sulla Manodopera
Con un?aliquota del 10% l?Imposta sul sesso parlato ? ?ORALE? (lo scritto l?hanno già fatto co? l?aliquota precedente!!!)
Con un?aliquota del 19% l?Imposta sulla copula a Pagamento
E per finire, con un?aliquota maggiorata del 40% che dovrà servire da deterrente, l?Imposta sulla Prestazione contro Natura. Lasciatemelo dire, con un?aliquota del genere che tu sia pagante o pagato sempre ortolano sei!

17 Mag

La lista di nozze

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Massimiliano Giunchi, detto Lillo, è in sella al suo scooter e percorre Via dei Colli Portuensi. La sua attenzione viene catturata da una piccola folla di persone in fila davanti ad una gioielleria. Lillo è curioso, scende dallo scarabeo e si avvicina all?assembramento. ?Scusate, come mai tutta ?sta fila?? chiede agli astanti.
?Ma che ?n cioo sai che stamo a fà a fila p?aa lista de nozze der capitano????
?Prego?? trasecola Lillo
?Prega Dio che ?n sei d?aa Lazzio sennò manco te fanno entrà!? replica un ragazzo in giacca (con lupetto all?occhiello) e cravatta regimental giallorossa.
?E voi che fate qui?? domanda ingenuamente Lillo
?Che famo qui? E che nu joo fai ?n pensierino a Ilary e ar capitano? Noi d?aa comitiva d?oo stadio a?mo arzato (abbiamo raccolto) 85 euro e je regalamo er set pizza che si compone di rotella tajapizza e apribottiglie. Un oggettino de ?na certa finezza, che fa chic e nun impegna.?
Malgrado Lillo sia uno storico tifoso della Curva Sud sin dai tempi di Falcao e Pruzzo, non può fare a meno di provare imbarazzo per quello che si sta verificando. Mentre riflette esce una signora sulla quarantina, ben vestita e curatissima nell?aspetto.
?Che j?hai preso Caterì?? ? le domanda una ragazza in coda
?Un servizio de posate de plastica? pe i laziali!!!?
Risate del capannello in coda
?Me guardo er commesso e je faccio, ahò ma ?n te pare ?n po? scarno,me sembra che manca quarcheccosa.?
?E lui che t?ha risposto Caterì??
?M?ha detto, signora in effetti questo servizio è una boutade ideata da Francesco in persona, in effetti mancano i cucchiai?per quelli provvederà direttamente lui nel corso dei derby a venire?
Risate grasse invadono i Colli Portuensi.
?A Caterì ma che me stai a cojonà????? (stai forse prendendomi in giro, ndr)
?E sto a scherzà, j?ho fatto na statuina de porcellana ch?è ?n?amore, ?na ragazza seduta che parla ar telefono co?n cagnolino vicino. ?Na cosa de ?na certa eleganza.?
?E quanto t?hanno scucito?? – domanda la girl
?165 euro? risponde Caterina.
?Me cojoni!!! Je regalavi er David de Donatello te costava de meno?
?Si, a palma d?oro? replica con disprezzo un tatuatissimo BOY?.
Lillo ha sentito abbastanza. Monta in sella al suo scooter e decide di allontanarsi?dal calcio.

13 Mag

Ancora non l’hai letto? E che aspetti!!!

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Ti prendo e ti porto via è un romanzo che mi ha rapito, inchiodato alle pagine e costretto a terminarlo in una manciata di giorni.
Entusiasmarmi per un libro non è cosa che mi succede spesso, eppure Ammaniti stavolta ha fatto centro pieno nel bersaglio del mio gradimento.
C?è Pietro Moroni, un ragazzino di 12 anni taciturno e mite, con una famiglia disastrata alle spalle. Vessato dai suoi compagni è l?amico del cuore (e non solo) di Gloria, la più bella della scuola, viziata figlia di papà.
C?è Graziano Biglia, play boy di provincia sul viale del tramonto, nonché musicista gipsy che per ?arrotondare? spaccia pasticche e polveri qua e là.
C?è Flora Palmieri, professoressa di lettere di Pietro e Gloria, atrofizzata negli affetti e nelle pulsioni e dedita a sua mamma, ridotta da una grave malattia neurologica a tronco umano.
Fanno da corollario una serie di personaggi assurdi, grotteschi, cattivi e terribilmente comici. Il fratello di Pietro, unico pastore metallaro della maremma, è da antologia della comicità.
Gioie (pochine) e dolori si abbatteranno su questi protagonisti e la tragedia finale sarà in realtà una sorta di deus ex machina che darà a Pietro una chance. La possibilità di fargli spuntare le ali.
Un piccolo gioiello narrativo

10 Mag

Serenata

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Claudia ha finito di cenare da poco e sta aiutando sua madre a togliere i piatti dalla tavola.
Dal salotto arriva altissimo il volume del TG2.
?Certo che si tu? padre er tiggì nu? lo fa sentì a tutto er palazzo, more?.
Claudia è spiazzata.
Perchè quel volume così alto, e soprattutto perché sua madre parla caricando oltremodo la simpatica inflessione romana?
Squilla la suoneria polifonica del suo cellulare?
?me gusta la gasolina, da me la gasolina?
e non riesce a credere che sia veramente la sua.
Corre a prendere il telefono in salotto, facendo lo slalom fra gli scatoloni di bomboniere allineati nel disimpegno. Non trova il telefono?
?A Clà! Quanno cazzo arisponni a ?sto telefono?? Che m?aa devi fa sentì tutta ?sta canzone de merda???? ? la apostrofa il sor Mario, suo padre.
Finalmente trova il cellulare e risponde, è Marco.
?Amò, abbi pazienza, te poi affaccià ?n attimo e buttamme a chiave d?aa smart, che me so? scordato ?na cosa ner portaoggetti? Poi salgo a riportattele.?
Un brivido le corre sulla schiena, anche il suo futuro marito sembra essere uscito da un corso accelerato per aspiranti coatti. Prende la chiave, la mette in un sacchetto protettivo e si avvia verso la porta finestra della loggetta. Apre l?imposta e nello stesso istante viene accecata da un fascio di luce puntato sul balconcino.
Vicino a Marco c?è un tizio in giacca bianca con un microfono in mano:
?Signori belli, Claudia s?è affacciata e mo je famo ?na bella serenata. Evviva i sposi!?.
Un manipolo di inquilini, richiamato in finestra dal volume stratosferico degli altoparlanti, applaude divertito dal siparietto imprevisto.
?Claudia bella, Marco tuo te dedica ‘sta canzone? ? le fa il crooner de noantri ? ?L’ho composta, ner 79 e da quer giorno la canteno puro li serci? (la cantano anche i sassi, ndr).
Le guance di Claudia si fanno dapprima rosse per poi tendere stabilmente al violaceo. Si vergogna e due lacrime di rabbia le rigano le guance.
Mentre il Bublè der tuscolano svisa a tutta ugola, il papà di Claudia irrompe sulla loggia disturbato da tanto frastuono: ?Ma se po? sapè che cazzo sta a succede????. Mentre pronuncia sguaiatamente la frase, il sor Mario riconosce lo stornellatore, Otello Lombardozzi, suo amico d?infanzia. La canzone finisce, l?audience applaude divertita, Claudia ha il viso che dal viola sta virando sul verde e in tutto questo il sor Mario trova il modo di riallacciare i contatti con un amico del tempo che fu: ?Otè, te possin?ammazza come canti bene!!!?
Il crooner lo riconosce: ?Anvedi Mariooooo!!! Si ‘o sapevo che ?sto fiore era tua fija, a sto cazzobbuffo (indica Marco) j?oo facevo ?no sconto?.
Adesso è troppo, Claudia sente la rabbia salirle dentro come l?acqua che esplode dal radiatore e urla: ?Nooooooooooo!!! Bastaaaaaaaaaa!!!?
Si sveglia sudata fra le lenzuola fradice e ha il fiatone. Vede la scatola contenente il vestito da sposa e da dietro la porta compare la faccia preoccupata di sua mamma.
?Amore de mamma, hai fatto un brutto sogno??

6 Mag

sberleffo

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pe scrive ‘no sberleffo gnente male
me sballo grazzi?ar fumo der conclave
pesco parole delle rime schiave
e poi da la tastiera parte via lo strale

e co’ sta freccia io corpisco tutti
veline, vespe, nani trapiantati
scooppisti pallonari, arti prelati
cespuji americani e farabbutti

Si faccio centro è solo pe? st?idioma
?chè a scrive ?n italiano nun so? bbono
e der poeta sommo nun so? fijo

Un po? pe? vorta ce sto a fa la mano, e
Ringrazzioddìo d?avemme fatto dono
D?aa lingua che parlava nonno mio

3 Mag

Er Governatore

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Hai preso ‘na stranita all’elezioni,
corpo suino e indole pugnace
ma’n sarvaggente targato Berlusconi
te tiene ancora a galla, sor Storace.

De la salute tu nun sei lo specchio
ma tanta era la puzza de bruciato
che Sirchia se la va a pija’n der secchio
e tu mo sei ministro de lo Stato

Prima der baciamano a Rosy Bindi
hai detto co’la tua consueta boria:
” ‘a sanità? Io l’ho già governata”

se cura chi c’ha ‘n tasca tanti dindi
per poveraccio c’è pane e cicoria
si vo’ arivà a fin de la mesata

2 Mag

Così lontano …così vicino

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Non è mia usanza postare testi di canzoni, però mentre la ascolto alla radio capisco che in questo momento è la fotografia del mio stato d’animo.
Un pizzico di malinconia a braccetto con la felicità.

STAY
Green light, Seven Eleven
You stop in for a pack of cigarettes
You don’t smoke, don’t even want to
Hey now, check your change
Dressed up like a car crash
Your wheels are turning but you’re upside down
You say when he hits you, you don’t mind
Because when he hurts you, you feel alive
Hey babe, is that what it is

Red lights, gray morning
You stumble out of a hole in the ground
A vampire or a victim
It depend’s on who’s around
You used to stay in to watch the adverts
You could lip synch to the talk shows

And if you look, you look through me
And when you talk, you talk at me
And when I touch you, you don’t feel a thing

If I could stay…
Then the night would give you up
Stay…and the day would keep its trust
Stay…and the night would be enough

Faraway, so close
Up with the static and the radio
With satelite television
You can go anywhere
Miami, New Orleans
London, Belfast and Berlin

And if you listen I can’t call
And if you jump, you just might fall
And if you shout, I’ll only hear you

If I could stay…
Then the night would give you up
Stay…then the day would keep its trust
Stay…with the demons you drowned
Stay…with the spirit I found
Stay…and the night would be enough

Three o’clock in the morning
It’s quiet and there’s no one around
Just the bang and the clatter
As an angel runs to ground

Just the bang
And the clatter
As an angel
Hits the ground