Archivio per Ottobre, 2005

13 Ott

Guardami

Pubblicato da Blog Admin


… che tu sia triste o allegro non fa differenza. Io sto qui d?innanzi a te e spero di rimanerci il più a lungo possibile. A volte ti avvicini illudendomi di chissà quale intimità… e invece niente.
Avevi il volto stropicciato stamattina, chissà cosa avrai fatto la notte scorsa. La lingua era bianca e ringrazio il cielo di non aver mai avuto l?olfatto. Non sarebbe stata una piacevole esperienza, di questo ne sono sicuro.
Sei tornato dopo un po? e m’hai tenuto compagnia, t?ho aiutato nella rasatura e per tutta risposta m?hai schizzato con l?acqua e m?hai dato modo di assistere ad un?accurata ispezione nasale. Non è carino. Almeno il buon gusto di girarti altrove per soffiarti il naso. Lo stesso naso che, mesi addietro, in qualche occasione ho visto sporco di polvere bianca. Non sento gli odori, ma considerato che usi solo talco liquido, ho il sospetto che si sia trattato di qualche forma di divertimento per ceti medio alti.
Mi piace il modo in cui spazzoli i tuoi denti. Belli. Dritti e bianchissimi. Un sorriso fantastico che corrispondo ogni volta che decidi di farmene omaggio. Certe sere mi fa invidia vederti mentre ti prendi cura della tua persona spruzzando essenze sul collo e aggiustando all?infinito le ciocche dei tuoi capelli. Vorrei essere nei panni di lei, di quella lei che forse vedrò il mattino seguente, un po? meno bella della sera prima, ma mi accontento di darti quella sicurezza che ti permetterà di fare breccia.
Se hai bisogno io ci sono, ti basta venire qui e guardarmi. Puoi anche tacere, non servono parole, so capire i tuoi silenzi. Ti voglio bene, dovresti averlo capito ormai. Però, CAZZO, ogni tanto una pulitina potresti anche darmela.
Lo specchio del tuo bagno

10 Ott

Un posto assurdo

Pubblicato da Blog Admin


Los Encuentros è un posto assurdo. E? un incrocio di strade dove non trovi un cartello stradale ch?è uno, e men che meno l?idea di una fermata d?autobus. Eppure, se dal Guatemala vuoi raggiungere la frontiera che conduce in Messico, Los Encuentros diventa una tappa obbligata.
Noi ci arriviamo al mattino presto, col pullman delle 6.20 da Panajachel che ci scarica in questa landa inizialmente desolata e che pian piano si popola di gente che si mette li ad aspettare. Man mano che il tempo passa, quest?appendice terrena dell?inferno si anima. Spuntano come funghi omini e donnine che iniziano a friggere patate alle otto di mattina in un olio che ha un aspetto tutt?altro che rassicurante. Le patate vengono poi messe in sacchetti che alcuni bambini sistemano in cassette che mettono a tracolla a mo di bibitaro da stadio. In lontananza appare la sagoma di un pullman e gli astanti in attesa vengono presi da un certo fermento. Il bus si ferma e non fa in tempo ad aprire le porte che i chicos bibitaros, come pirati, scalano la fiancata ed arrivano ad aggrapparsi ai finestrini aperti cercando di vendere patatine fritte, caramelle e gomme americane. Il tutto dura meno di un minuto. Scendono donne con sporte piene di frutta, pannocchie e pollame vivo, uomini con cassette degli attrezzi e addirittura un idraulico con tanto di tubo lungo 4 metri che viene fatto scendere dal bus tramite l?apertura del portellone posteriore. In 60 secondi assisto ad una scena surreale ambientata in un posto assolutamente assurdo.
Passano altri pullman, che non si capisce dove siano diretti, e il canovaccio è sempre lo stesso, cambiano solo i personaggi che scendono e il contenuto delle sporte. Finora nessun pullman andava a La Mesilla (frontiera Mexicana), ci guardiamo negli occhi e inizia a serpeggiare un certo disagio. Ci arriveremo mai in Messico? Decido che è giunto il momento di prendere l?iniziativa e punto dritto verso un signore di mezza età che sembra essere padrone della situazione. ?El Caudillo?, da quel momento lui sarà la nostra guida. Indossa un cappellino da baseball, ha un portamento fiero, l?aspetto curato, il pizzetto nero scolpito intorno alla bocca e due incisivi d?oro che definire inquietanti è poco.
Eppure è gentile, disponibile, ci spiega che anche lui sta andando verso la ?frontera? e non ci resta che seguirlo. S. ed io, Thomas e Muriel, i nostri amici belgi conosciuti on the road, gli stiamo dietro e quando arriva il nostro bus basta un cenno da parte sua a farci scattare per conquistare i posti a sedere. Scavalchiamo ceste piene di pennuti e troviamo collocazione fra signore indio vestite coi tradizionali ?huipiles? colorati (casacche guatemalteche). El Caudillo ci consiglia su come muoversi una volta giunti alla frontiera per fare il prima possibile e ci dice di fare attenzione ai funzionari di polizia del Guatemala che provano sempre a estorcere più del dovuto ai turisti diretti in Messico. Già, perché c?è l?insolito costume di far pagare una tassa in uscita, ma noi eravamo già al corrente di queste procedure e siamo arrivati coi soldi contati. El Caudillo è arrivato a destinazione, scende in un villaggio che precede di qualche Km La Mesilla e i saluti sono quasi commoventi. Si congeda da noi intimandoci di non cambiare soldi alla frontiera. Capiamo il perché 4 km dopo, il bus rallenta e salgono due tipi che metterebbero paura persino a Gattuso i quali, tirando fuori dalle tasche il classico rotolo di soldi, ci propongono un cambio vantaggiosissimo. Gentilmente rifiutiamo e allora ripegano su un gruppetto di bambacioni nord europei che cerchiamo di mettere in guardia con sguardi d?intesa.
Eccoci giunti. I consigli del Caudillo si rivelano preziosi, espletiamo tutte le procedure a tempo di record prendendoci anche la soddisfazione di sputtanare il funzionario di polizia guatemalteco che avrebbe farci voluto pagare il doppio del dovuto. Chiapas stiamo arrivando.

Messico e nuvole,
la faccia triste dell?America
e il vento suona la sua armonica
che voglia di piangere ho?