Archivio per Gennaio, 2006

30 Gen

Il giorno della perdita della memoria

Pubblicato da Blog Admin


Ultimamente va di moda dimenticare ciò che è stato. Ma c?e chi fa solo finta di dimenticare e cerca di sminuire il passato mettendo dei filtri e delle patine che attutiscano il rumore.
Perché la memoria bussa prepotente, ma non c?è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Ci sarebbe al contrario il bisogno di dimenticare il presente.
Troppe cose storte, processi di vita che si snodano tortuosi in strade lunghe e strette, quando ci sarebbe bisogno di semplificazioni, ma soprattutto di semplicità.
Un presente dominato da un grave male sociale: la necessità di apparire. APPAREO ERGO SUM, potrebbe essere il motto dei giorni nostri.
A tal proposito mi viene in mente un racconto di Stefano Benni, la cui protagonista veniva ignorata da tutti poiché non era mai riuscita ad andare in televisione.
Con questa premessa non vorrei scagliarmi contro il tubo catodico come un moderno Savonarola d?aa Magliana. Si può essere protagonisti della TV, a patto però di saper fare qualcosa. Cantare, ballare, intrattenere, condurre programmi di approfondimento o svago etc etc.
E a questo punto viene fuori tutta la Magliana che c’è in me…

A me ?sti reality m?hanno un po? rotto li cojoni. Ma poi reality de che? Si te vengono l?emorroidi sull?isola deserta…t?ee tieni. Nun te metti a piagne che tanto ?a produzione t?ariporta a casetta.
Sei voluta annà in Africa a fatte vedè cor culo de fuori via satellite? E mo? si te chiudo dentro ?a capanna co? tre negroni nun te poi appellà a la convenzione de Ginevra perché quelli sotto ar gonnellino masai c?hanno l’armi non convenzionali.

Me piacerebbe poi vedè gente come Pappalardo e quell?artro, che nun so manco come se chiama, fa a cazzotti per davero, così almeno uno s?oo levamo da’e palle ‘na bona vorta e c?avremo meno gente che va strillando in televisione.

Pappala?, una canzone hai fatto in vita tua e ancora ce stai a rompe li cojoni? Ma proprio ?n ce riesci a parlà a bassa voce? Sarei curioso de vedette drento ?na grotta, sodomizzato da due marocchini sordi, che tu je dici ?Basta, ve prego!!!?, ma quelli so? sordi, nun te sentono e continueno, anzi io je suggerirei: ?ricominciamoooooooooo?.

E poi che dire de quelli seduti in poltrona che stanno da Maria De Filippi? Ma chi li veste, lo stilista de Maradona?? E le ragazze che vanno a corteggialli? La meno trucida pare un mignottone d?aa Cassia bis. ?Cosa fai nella vita Alex?? ? je chiede Maria. ?Il modello?.
Pure io ?na vorta l?anno faccio er modello, er 740 mortacci vostra!!!

Eppure si sta gente continua a campà, vor di? che c?è chi s?aa guarda.

Io ?nvece ho deciso che m?aa vojo scordà.

20 Gen

un amore ritrovato

Pubblicato da Blog Admin


Succede che una sera si riaccende un vecchio amore. L’interruttore che per troppo tempo è stato in standby si sposta per incanto su ON. E ti ritorna la voglia di averla sempre accanto, di toccarla, di tornare a fare le cose che facevi una volta cercando di stare al passo coi tempi, aggiornando il repertorio. Senti che sei un po’ arrugginito e che l’unico modo per riacquistare sintonia è fare pratica. Anche lei dopo tanti anni ha bisogno di un restyling, perchè così com’è conciata ora è francamente un po’ demodèe. E allora decidi di uscire a comprarle un regalo, un vestito tutto nuovo per farti perdonare di averla trascurata così a lungo.
Torni a casa emozionato e fremente.
La spogli dei vestiti vecchi.
Adesso è nuda davanti a te e questo è il momento di agire, di toccarla con delicatezza e di adornarla con gli abiti nuovi.
E’ un preliminare che ha bisogno del suo tempo, senza fretta, perchè altrimenti potrebbe rompersi qualche indumento e sarebbe una rovina.
Piano piano, corda dopo corda, la mia chitarra è tornata a vivere.
E io con lei. Sto togliendo un po’ di polvere che avevo sulle dita e sull’anima. Armonia e melodia. Una gioia difficile da spiegare.
Una gioia che divido con una splendida ragazza di 5 mesi che, seduta sulla sdraietta, mi guarda con occhi di cielo e ride mentre suono canzoni vecchie e nuove.

10 Gen

Le caramelle di Rosina

Pubblicato da Blog Admin


E? dura avere una figlia sensibile.
Una che legge la favola ?Gonario lo spaventapasseri? di Gianni Rodari e scoppia in lacrime perché è troppo triste.
Adesso chi glielo dice che Rosina ci ha lasciati?
Il male se l?è portata via ieri sera.
A Gramigna (non s?ammala mai, è per questo che la chiamiamo così) rimarrà il ricordo delle caramelle che le dava ogni volta che la incontrava sulle scale. Il profumo dei biscotti fatti in casa a Natale e Pasqua, i saluti dalla finestra.
Dopo il secondo ricovero Gramigna le ha mandato un disegno in ospedale con un biglietto di auguri.

…Poi glie l?abbiamo detto.

S?è arrabbiata con Dio, accusandolo di averci fatto un dispetto troppo grosso e di aver lasciato E. senza la mamma.

?Non si fa così- ha tuonato.

E? lo stesso Dio che permette che tanti bambini muoiano di fame, che ci siano le guerre nel mondo, che ci siano poveri in ogni angolo di strada.
La conclusione di Gramigna è che forse Dio non è poi così tanto buono.
Dopo un po? s?è calmata e ha detto che quelle poche caramelle rimaste le conserverà per ricordarLa. Adesso il suo grosso cruccio è che sua sorella (4 mesi) non potrà conoscerla.
- Ma tanto gliela racconterò io Rosina, e poi compreremo le stesse caramelle così anche lei potrà avere le caramelle di Rosina.-

Beata innocenza