Archivio per Luglio, 2006

31 Lug

L’orrore di David

Pubblicato da Blog Admin


Sangue.
A Cana sangue e macerie.
Niente nozze, oggi.
Niente acqua da trasformare in vino.
L?acqua serve a spegnere i focolai nelle macerie
A pulire faccie impastate di terra e sangue.
Servirebbe un miracolo
OGGI

20 Lug

Una seratina tutto relax

Pubblicato da Blog Admin


Sto uscendo dall?ufficio, sono le 19:55 e già pregusto gli spiedini di pesce che sto andando a comprare nell?ipermercato qui vicino. Falanghina, insalata e cocomero faranno da corollario a questa prelibatezza.

Message in a bottle.
E? la suoneria del mio telefonino che s?intromette nel cicaleccio.
E? anche l?SOS di mio fratello.

Il suo tendine d?Achille ha deciso di fare crack proprio stasera.
Ortopedia. Scienza inesatta, terno al lotto, infernale girone dantesco.
?E mo ?n do? ?o porto a mi? fratello????
C?è solo una persona che può aiutarmi: Mimmi! Fra mezz?ora è in postazione 118 al San Camillo, ci vediamo li.
Recupero l?infortunato e ci dirigiamo al nuovo Pronto Soccorso del San Camillo. Con grande sorpresa non c?è sovraffollamento c?è da parcheggiare e non faccio in tempo a lasciare la macchina che un portantino lo ha già condotto dal medico.
Mio padre, nonno sitter che sta tornando dal mare rimpiazzato da mia moglie è chiaramente in confusione e mi bombarda di telefonate. Come al solito quando hai bisogno di consultare alcuni documenti importanti (polizza sanitaria) non li hai mai sotto mano. Proviamo a contattare il nostro assicuratore ma il cellulare è spento.
Ecco Mimmi. Entra nei locali riservati al personale medico e scompare per una ventina di minuti. In sala d?attesa è un viavai di colpi della strega, botte in testa, svenimenti, dolori addominali etc. etc. Un televisore è acceso nell?angolo, ma non lo sta guardando nessuno.
Esco sul piazzale e quasi vengo investito da un macchinone con targa francese che inchioda davanti all?ingresso delle ambulanze. Scende alla spicciolata un numero indefinito di nomadi che accedono in massa nella sala d?aspetto. Come per incanto la sala si svuota. Una dottoressa li indirizza verso il PS pediatrico e la sala d?attesa si riempie di nuovo.
Mio fratello in versione IRONSIDE compare dalla porta di servizio spinto da Mimmi. Ha una doccia gessata e deve decidere se farsi ricoverare e operare in tempi non brevi. Dopo un rapido consulto familiare decidiamo per rimanere lì e torniamo dentro per comunicarlo al personale.
Troviamo l?infermiere autore della doccia gessata che racconta al medico di guarda le sue disavventure in terra cubana: ?…ma te pare a te che nun te trovo un calice de cristallo col LOGO che m?hai chiesto? Mi’ cognato ha aggiustato la cinta d?aarternatore co?na cinta de ‘na seranda e io nun te trovo un calice de cristallo???’.
La sa lunga il paramedico. Ha già contattato il chirurgo prospettando l?eventualità di un intervento in clinica coperto da assicurazione.
I soldi aprono tutte le porte. ?Famo così, tu stasera firmi e te ne vai a casetta, domani parli col tuo assicuratore e si è tutt?a posto te operi in clinica. Si ce stanno problemi, me telefoni venerdì a?e due e io te ricovero e te faccio operà. Stai tranquillo.?
A Roma si dice che tranquillo abbia fatto una brutta fine.
Si gira verso di me e mi fa: ?Io a te te conosco, che lavoro fai? ?Ndo t?ho visto? Gnente gnente sei stato in televisione??
Gli lascio il beneficio de dubbio e ringraziandolo ci congediamo.
Sono le 23:15
Ho riportato l?infortunato a casa, prelevato mio padre, recuperato la macchina di mio fratello. Si vabbè ma mo che magno?
?Archimede? di fronte al Palladium non tradisce mai, passo da lui a prendere un piatto kebab e due falafel da asporto. Ci bevo su una Moretti da 66 cl. e Morfeo non tarda a raccattarmi fra le sue braccia. Mentre mi culla mi dice che rinnova col Parma per altri due anni a 350.000 a stagione. Forse sto già dormendo e in ogni caso so? soldi rubbati.

18 Lug

Los Encuentros

Pubblicato da Blog Admin


Un posto assurdo.
Se vuoi spiegare a qualcuno cosa sia Los Encuentros, non puoi usare altre parole. E? un incrocio di strade dove non trovi un cartello stradale ch?è uno, e men che meno l?idea di una fermata d?autobus. Eppure, se dal Guatemala vuoi raggiungere la frontiera che conduce in Messico, Los Encuentros diventa una tappa obbligata.
Noi ci arriviamo al mattino presto, col pullman delle 6.20 da Panajachel che ci scarica in questa landa inizialmente desolata e che pian piano si popola di gente che si mette li ad aspettare. Man mano che il tempo passa, quest?appendice terrena dell?inferno si anima. Spuntano come funghi omini e donnine che iniziano a friggere patate alle otto di mattina in un olio che ha un aspetto tutt?altro che rassicurante. Le patate vengono poi messe in sacchetti che alcuni bambini sistemano in cassette che mettono a tracolla a mo di bibitaro da stadio. In lontananza appare la sagoma di un pullman e gli astanti in attesa vengono presi da un certo fermento. Il bus si ferma e non fa in tempo ad aprire le porte che i chicos bibitaros, come pirati, scalano la fiancata ed arrivano ad aggrapparsi ai finestrini aperti cercando di vendere patatine fritte, caramelle e gomme americane. Il tutto dura meno di un minuto. Scendono donne con sporte piene di frutta, pannocchie e pollame vivo, uomini con cassette degli attrezzi e addirittura un idraulico con tanto di tubo lungo 4 metri che viene fatto scendere dal bus tramite l?apertura del portellone posteriore. In 60 secondi assisto ad una scena surreale ambientata in un posto assolutamente assurdo.
Passano altri pullman, che non si capisce dove siano diretti, e il canovaccio è sempre lo stesso, cambiano solo i personaggi che scendono e il contenuto delle sporte. Finora nessun pullman andava a La Mesilla (frontiera Mexicana), ci guardiamo negli occhi e inizia a serpeggiare un certo disagio. Ci arriveremo mai in Messico? Decido che è giunto il momento di prendere l?iniziativa e punto dritto verso un signore di mezza età che sembra essere padrone della situazione. ?El Caudillo?, da quel momento lui sarà la nostra guida. Indossa un cappellino da baseball, ha un portamento fiero, l?aspetto curato, il pizzetto nero scolpito intorno alla bocca e due incisivi d?oro che definire inquietanti è poco.
Eppure è gentile, disponibile, ci spiega che anche lui sta andando verso la ?frontera? e non ci resta che seguirlo. S. ed io, Thomas e Muriel, i nostri amici belgi conosciuti on the road, gli stiamo dietro e quando arriva il nostro bus basta un cenno da parte sua a farci scattare per conquistare i posti a sedere. Scavalchiamo ceste piene di pennuti e troviamo collocazione fra signore indio vestite coi tradizionali ?huipiles? colorati (casacche guatemalteche). El Caudillo ci consiglia su come muoversi una volta giunti alla frontiera per fare il prima possibile e ci dice di fare attenzione ai funzionari di polizia del Guatemala che provano sempre a estorcere più del dovuto ai turisti diretti in Messico. Già, perché c?è l?insolito costume di far pagare una tassa in uscita, ma noi eravamo già al corrente di queste procedure e siamo arrivati coi soldi contati. El Caudillo è arrivato a destinazione, scende in un villaggio che precede di qualche Km La Mesilla e i saluti sono quasi commoventi. Si congeda da noi intimandoci di non cambiare soldi alla frontiera. Capiamo il perché 4 km dopo, il bus rallenta e salgono due tipi che metterebbero paura persino a Gattuso i quali, tirando fuori dalle tasche il classico rotolo di soldi, ci propongono un cambio vantaggiosissimo. Gentilmente rifiutiamo e allora ripegano su un gruppetto di bambacioni nord europei che cerchiamo di mettere in guardia con sguardi d?intesa.
Eccoci giunti. I consigli del Caudillo si rivelano preziosi, espletiamo tutte le procedure a tempo di record prendendoci anche la soddisfazione di sputtanare il funzionario di polizia guatemalteco che avrebbe farci voluto pagare il doppio del dovuto. Chiapas stiamo arrivando.

Messico e nuvole,
la faccia triste dell?America
e il vento suona la sua armonica
che voglia di piangere ho?

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6 Lug

Questo e altro

Pubblicato da Blog Admin


C?è un signore settantenne che alle 19.00 è già in pigiama lungo, malgrado il caldo. Ai piedi ciabatte da piscina a fascia e calzini bianchi di filo. Tutte le mattine si alza alle sei e va a pesca con lo zucchetto di lana blu d?ordinanza e gli stivaloni salopette. Prende regolarmente due pescetti due, ma passa le ore ai lavandini a pulirli e a raccontare che anche stamattina gli è scappato un tonno di 15 metri. La sigaretta perennemente a un lato della bocca non gli facilita di certo la dizione.

Ci sono i tedeschi muniti di parabola che cenano alle 18.30 e mangiano a dismisura.

Ci sono eroici nonni che si sciroppano orde di nipoti sottratti all?afa opprimente delle città.

C?è una meravigliosa calma piatta dalla domenica sera al venerdì sera, quando la salita dei romani e la calata dei toscani rimpolpa le piazzole.

C?è Violetta nel seggiolino della bici che s?incazza se smetto di pedalare e mi fermo a parlare con qualcuno.

C?è Gramigna che ormai va girando in ogni dove quasi non avesse più bisogno di noi.

C?è di bello che i ritmi sono lenti, ti fermi a chiacchierare con la gente, anche con quella che non conosci. Passa qualcuno davanti alla veranda mentre stai mangiando e ti augura buon appetito.

Ci sono anche gli incivili che fanno rumore nell?ora del silenzio, molto pochi per fortuna.

C?è l?animazione che te fa cascà i cojoni per tera. Qualcuno andrà dal direttore a chiedere la Rianimazione degli animatori. Provano a coinvolgermi in giochini, balletti e spettacoli, ma ho la carta ‘Violetta’ e svicolo regolarmente. Lassateme perde!

Ci sono due ragazzi al market che hanno con tutta probabilità fumato sigarette forti. Davanti al banco della macelleria argomentano quanto segue: ?lo sai che quando li ammazzano gli animali sono ancora vivi??

Questo e altro in un campeggio.